Progettazione forestale: conoscenza del territorio, esperienza, professionalità e passione naturalistica sono la base della nostra capacità progettuale: la necessità di collocare nel modo più efficace le piantine ottenute in vivaio, e di non veder vanificato il lavoro svolto, è una delle ragioni per cui la proponiamo.

Interventi selvicolturali
Una foresta viva è fonte di acqua, di aria, di stabilità idrogeologica, di biodiversità, di equilibrio ecologico: la sua presenza e la tutela delle sue funzioni, sono garanzia della salubrità dell’ambiente circostante, agricolo, rurale, urbano. Questo è il principio guida per la realizzazione degli interventi in foresta, dai tagli di utilizzazione a quelli di coltivazione (diradamenti, recupero e mantenimento dei castagneti…), poiché il taglio del bosco non è sempre un evento “drastico ma necessario”, ma un’operazione attraverso cui coniugare le diverse attitudini, produttive e di salvaguardia.

Impianti agroforestali
Le molteplici funzioni svolte dalle formazioni vegetali possono essere utilmente impiegate in diversi settori dell’attività antropica. Ogni specie ha esigenze e attitudini di cui bisogna necessariamente tener conto per progettare e realizzare un intervento efficace, durevole e il più possibile autosufficiente: la scelta dell’impianto e delle essenze, il rispetto dei tempi, sono fondamentali per ottenere l’obiettivo prefissato. Ecco alcuni esempi di ciò che si può ottenere progettando adeguatamente composizione e struttura di un impianto:
• Delimitazione della proprietà
• Uso erboristico biologico
• Delimitazione di pascoli
• Uso didattico
• Siepi frangivento
• Difesa idrogeologica dei fossi
• Ombreggiatura
• Consolidamento di scarpate
• Produzione di biomassa
• Assorbimento degli inquinanti ambientali (fitodepurazione)
• Produzione di seme
• Riqualificazione del paesaggio in zone con colture intensive
• Frutticoltura biologica
• Conservazione di specie a rischio estinzione.
• Arboricoltura da legno
• Contenimento della vegetazione alloctona e infestante …

Salvaguardia e reintroduzioni
Non sempre l’abbondanza di bosco o vegetazione è sinonimo di naturalità ed equilibrio ecologico: il ripetersi di schemi di intervento che non tengono conto delle dinamiche della vegetazione, la scarsa attenzione verso componenti minori e fenomeni poco appariscenti, possono causare modificazioni sulla composizione, complessità e funzionalità dell’ecosistema; in queste situazioni la riproduzione in vivaio di specie rare o caratteristiche di ambienti integri o evoluti trova la sua utilità: finalizzando la salvaguardia della specie alla loro reintroduzione in natura. Nel 2001 abbiamo collaborato con il Parco fluviale regionale del Taro al progetto Life sulla riproduzione e coltivazione di Myricaria germanica, allo scopo di rinfoltire i popolamenti autoctoni presenti nel parco.

Ripristini ambientali
Sia la pianura che l’Appennino abbondano di situazioni di degrado e dissesto ambientale; cave e campi da calcio, frane e piste da sci, sono ottime opportunità per restituire spazio alla vegetazione autoctona, accelerandone l’insediamento. Il giardino selvatico Per giardino selvatico intendo quello ottenuto con l’uso prevalente di specie autoctone e con pochi interventi di manutenzione. Con un piccolo investimento si possono ottenere grandi soddisfazioni: piccoli frutti, rarità botaniche, essenze di macchia mediterranea, sempreverdi di montagna e piccoli arbusti alpestri, officinali e aromatiche; uno spazio casalingo può diventare una gratificante rappresentazione della biodiversità presente in natura. Noi vi diamo alcuni suggerimenti riguardo le attitudini delle specie (esigenze, intolleranze), le caratteristiche fenologiche (fogliazione, fioritura, fruttificazione) e indicazioni sulle indispensabili operazioni di allevamento e manutenzione; il merito e la soddisfazione di vederlo crescere saranno solo vostri.

muretto fiorito

muretto fiorito

 

bordura di artemisia